Rete fluviaria

Il territorio dell'Alto Milanese si caratterizza per la presenza di corsi d'acqua naturali e artificiali di diversa portata che hanno avuto e hanno ancora oggi un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'area. Come si nota nella cartografia il principale andamento idrografico è quello longitudinale da nord a sud dei fiumi Ticino, Naviglio Grande, Olona e dei torrenti Bozzente e Lura; l'unica eccezione è data dal canale artificiale Villoresi che scorre orizzontalmente.
Il canale Villoresi fu realizzato con funzione irrigua su progetto dell'Ing. Eugenio Villoresi nel 1891 e attraversa i comuni di Castano, Buscate, Arconte, Busto Garolfo. Trae le sue acque dal fiume Ticino e termina nel fiume Adda.
Da questo canale partono diramazioni che portano le acque verso i campi coltivati. Di particolare interesse è il canale secondario "di Corbetta" che si dirama dal Villoresi in località "quattro bocche" (Busto Garolfo), tra le più interessanti dal punto di vista paesaggistico.
Accanto ai canali ci sono strade e sentieri costruiti per la loro manutenzione. In alcuni tratti queste "strade azzurre" sono state attrezzate come piste ciclabili e possono essere percorse senza difficoltà. In altri tratti, invece, poiché sono senza protezione, è necessario prestare molta attenzione.
Il Naviglio Grande fu il primo canale artificiale di una grande e complessa rete fluviaria costruita a partire dal 12º secolo in Lombardia. Nasce a Tornavento e convoglia le acque del Ticino verso Milano con un percorso di circa 50 chilometri e una pendenza di 34 metri. Progettato inizialmente allo scopo di irrigare i campi, acquistò grande importanza nel trasporto di merci. La sua estensione collegata ai 101 chilometri degli altri Navigli e agli 81 dei tratti fluviali navigabili costituiscono un sistema con uno sviluppo totale di 232 chilometri, e ha rappresentato in passato una via di commercio con il lago Maggiore e da lì attraverso i passi del Sempione e del San Bernardino verso l'Europa.